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Valutazione del rischio di stabilità degli alberi

Di seguito una semplice metodologia per la valutazione del rischio di stabilità degli alberi, che tutti i datori di lavoro che hanno alberi nei giardini delle proprie aziende dovrebbero inserire nel documento di valutazione dei rischi.

La valutazione di stabilità degli alberi si riferisce alla potenzialità che un albero o una parte di esso possa cadere, alla probabilità che si verifichi un evento scatenante tale da indurre il fenomeno del cedimento e alla possibilità che, una volta accaduto l’evento, si verifichino dei danni a cose o persone e cioè che vi sia un ‘bersaglio’.

La valutazione del rischio deve quindi prendere in considerazione i seguenti fattori:

  • la probabilità del verificarsi di un cedimento (pericolosità),
  • l’entità di ciò che è soggetto a cedimento (fattore di danno) 
  • il bersaglio che potrebbe essere colpito dal cedimento dell’albero (fattore di contatto).

Occorre poi distinguere fra la pericolosità relativa alla caduta del tronco (sradicamento, cedimento al colletto, rottura del fusto) e quella che attiene al possibile cedimento di singoli rami. Questi due gruppi di fenomeni, infatti, hanno cause, decorso, intensità e possibili effetti molto diversi fra loro: la rottura di rami ha una probabilità di accadimento molto maggiore che non la potenziale rottura del fusto o il suo sradicamento.

Nel valutare un albero si deve, pertanto, determinare la sua propensione al cedimento, scegliendo la classe appropriata fra quelle proposte nelle classi di pericolosità o di propensione al cedimento riportate nella tabella 1.

Il fattore di danno è il concetto che ci informa su che cosa può cadere e dipende quindi, soprattutto, dalle dimensioni complessive del soggetto e/o delle sue porzioni (pianta intera, singoli rami) valutate come pericolose.

Il fattore di contatto evidenzia la natura (e il valore) del possibile bersaglio e, quindi, in sostanza, il grado di ‘frequentazione’ del sito in cui l’albero vegeta e l’entità dei danni materiali provocabili da un suo eventuale cedimento.

Si dovrà, pertanto, attribuire una vulnerabilità estrema a quegli alberi che, cadendo, potrebbero danneggiare in modo grave persone o cose, quindi elevata, moderata, bassa e infine trascurabile per le piante la cui eventuale caduta avverrebbe sicuramente in zone non frequentabili o prive di manufatti. Anche in questo caso è opportuno distinguere fra la vulnerabilità relativa alla potenziale caduta dell’albero intero (fattore di contatto tronco) e la vulnerabilità del sito relativa alla potenziale caduta dei soli rami (fattore di contatto rami).

Infine, ai fini della determinazione del rischio, si deve valutare il luogo dove l’evento pericoloso può verificarsi (un albero molto pericoloso nel mezzo della foresta vergine ha un livello di rischio assente, diversamente da un albero lungo un viale densamente trafficato).

Abbiamo quindi due valori di rischio:

  • rischio tronco = pericolosità tronco x fattore di danno x fattore di contatto tronco;
  • rischio rami = pericolosità rami x fattore di danno x fattore di contatto rami.

 Il Visual Tree Assessment o valutazione della stabilità degli alberi è una procedura riconosciuta a livello internazionale che ci permette di valutare lo stato di salute dell’albero e di conseguenza il suo fattore di pericolosità. Il metodo si svolge in tre fasi: 

  1. Controllo visuale dei difetti e della stabilità 
  2. Se si riscontrano anomalie nella fase 1., si procede con l’esame approfondito dei sintomi riscontrati. Analisi strumentale per descrivere le lesioni a livello quantitativo. Diversi metodi disponibili: a. Individuare discontinuità nei tessuti mediante sistemi sonici o ultrasonici b. Misurazione della densità del legno con sistemi penetrometrici c. Valutazione delle caratteristiche meccaniche del legno con prove distruttive 
  3. Assegnazione classi di propensione al cedimento

Il rischio di pericolosità viene valutato come:

A. Trascurabile - Non manifestano segni, sintomi o difetti significativi. Opportuno un controllo visivo periodico, non superiore a cinque anni. 

B. Bassa Manifestano - segni, sintomi o difetti lievi, riscontrabili a vista e con indagini strumentali, ma il fattore di sicurezza naturale dell'albero non è sensibilmente ridotto. Opportuno un controllo visivo periodico, non superiore a tre anni. 

C. Moderata Manifestano - segni, sintomi o difetti significativi, riscontrabili a vista e con indagini strumentali. Il fattore di sicurezza naturale dell'albero è sensibilmente ridotto. Opportuno un controllo visivo periodico, non superiore a due anni. Il tecnico può progettare interventi colturali finalizzati alla riduzione del livello di pericolosità. 

C/D. Elevata Presentano - gravi difetti strutturali. Il tecnico deve assolutamente indicare interventi colturali. Qualora realizzati, il tecnico valuterà la possibilità di modificare la classe di pericolosità dell'albero. Nell'impossibilità di effettuare i suddetti interventi l'albero è da collocare tra i soggetti di classe D. 

D. Estrema - Soggetti per i quali il rischio di schianto è elevatissimo, il consolidamento è insufficiente, è necessario l’abbattimento.