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Valutazione del rischio biologico: da Covid a Legionellosi

Valutazione del rischio biologico: non solo Covid, ma anche Legionellosi

La legionella e il rischio biologico

In questo periodo ci stiamo abituando a parlare di rischio biologico legato al Covid-19. Purtroppo, però, potremmo trascurare altre cause di rischio biologico altrettanto presenti e dannose per chi ne viene a contatto come, ad esempio, la legionellaLa legionella è un bacillo che provoca una malattia trasmissibile per via aerea chiamata: la legionellosi. Questa colpisce prevalentemente il sistema respiratorio con forme anche acute di polmonite. In grado di sopravvivere nell'acqua, nel fango e nell'aria, il batterio può sviluppare due malattie distinte: la Malattia dei Legionari e la Febbre di Pontiac. La valutazione del rischio biologico è utile per analizzare la presenza di un ampio spettro di agenti patogeni, fra questi vi è anche  la legionella.

Dove si sviluppa la legionella?

Di seguito, illustriamo uno schema che indica i principali impianti a rischio legionella.

Come prevenire la comparsa della legionella?

Per prevenire la diffusione della legionellosi è bene effettuare periodici controlli degli impianti di areazione e del sistema idrico. Tale attività include i seguenti interventi:

  • accurata pulizia e disinfezione dei filtri dei condizionatori e degli umidificatori;
  • decalcificazione periodica dei rompigetto dei rubinetti e dei diffusori delle docce;
  • sostituzione delle guarnizioni e di altre parti usurate degli impianti idrici.

Rischio biologico: definizione degli obblighi di legge

Sulla base del D. Lgs 81/08, il Datore di Lavoro ha l’obbligo di valutare il rischio di questo tipo di agente biologico applicando un vero e proprio piano di controllo e gestione del rischio. Inoltre, è chiamato a verificare periodicamente il buon funzionamento del piano. Riepiloghiamo in pochissimi punti quanto c’è da sapere per un Datore di Lavoro.

Articoli normativi e obblighi del Datore di Lavoro

Art. 5, comma 2, D.Lgs. 31/2001 «Attuazione della direttiva 98/83/Ce relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano». «(…) Per gli edifici e le strutture in cui l’acqua è fornita al pubblico, il titolare ed il responsabile della gestione dell’edificio o della struttura devono assicurare che i valori di parametro fissati (...), rispettati nel punto di consegna, siano mantenuti nel punto in cui l’acqua fuoriesce dal rubinetto».

D.Lgs. 9 aprile, 2008, n. 81. Le disposizioni del provvedimento costituiscono attuazione dell’articolo 1 della legge del 3 agosto 2007, n. 123, per il riassetto e la riforma delle norme in materia di salute e sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori nei luoghi di lavoro, mediante il riordino e il coordinamento delle medesime in un unico testo normativo. Il decreto considera il rischio derivante da Legionella nel titolo X (« Esposizione ad agenti biologici »). All’allegato XLVI sia la «Legionella pneumophila » sia le rimanenti specie di Legionelle patogene per l’uomo («Legionella Spp») sono classificate quali agenti biologici del gruppo 2 ossia, come definito all’articolo 268 («Classificazione degli agenti biologici» ) «un agente che può causare malattie in soggetti umani e costituire un rischio per i lavoratori; è poco probabile che si propaghi nella comunità; sono di norma disponibili efficaci misure profilattiche o terapeutiche».

«Linee-guida per la prevenzione ed il controllo della legionellosi» del 2015. Il documento intende riunire, aggiornare e integrare tutte le indicazioni riportate nelle precedenti linee guida nazionali e normative: «Linee-guida per la prevenzione ed il controllo della legionellosi», pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale del 5 maggio 2000; «Linee guida recanti indicazioni sulla legionellosi per i gestori di strutture turistico-recettive e termali»; «Linee guida recanti indicazioni ai laboratori con attività di diagnosi microbiologica e controllo ambientale della legionellosi» pubblicate, rispettivamente, sulla Gazzetta Ufficiale n. 28 del 4 febbraio 2005 e Gazzetta Ufficiale n. 29 del 5 Febbraio 2005. «Procedura operativa per la valutazione e gestione dei rischi correlati all’igiene degli impianti di trattamento aria» del 2013 «Linee guida per la definizione di protocolli tecnici di manutenzione predittiva sugli impianti di climatizzazione» 2006.

Valutazione del rischio biologico e messa in sicurezza: responsabilità

La valutazione di rischio biologico e la messa in sicurezza delle strutture sono responsabilità del Datore di Lavoro. Gli interventi devono essere specifici per ogni impianto e struttura, devono essere accompagnati da una parte documentale obbligatoria. Questa parte documentale deve includere, quando prevista (obbligatoria in Lombardia), i dati dell’avvenuta registrazione al catasto delle torri di raffreddamento e dei condensatori evaporativi. Una volta effettuata la valutazione verrà redatto un Piano di Autocontrollo che includerà al suo interno la vera e propria valutazione del rischio biologico tanto quanto le misure messe in atto o da attuare in fase di gestione dell’impianto.

La gestione dell'impianto: attività e obblighi di legge

Prima di tutto occorre specificare che la gestione di un impianto deve essere effettuata attraverso un gruppo di lavoro multidisciplinare che consideri tutte le caratteristiche e le interazioni dell’impianto stesso. Questo gruppo di lavoro si occupa di programmare e monitorare interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria attraverso una serie di procedure e campionamenti.

  • Preparazione del materiale da utilizzare per le verifiche e i campionamenti
  • Punti di prelievo per il campionamento
  • Analisi del campione
  • Risultati
  • Sanificazioni e pulizie ordinarie o straordinarie in base al risultato.

Tutti gli interventi messi in atto riguardanti la gestione dell’impianto devono essere riportati nel Piano di Autocontrollo redatto in fase di valutazione.

La comunicazione e la corretta formazione dei soggetti

Ogni persona coinvolta (gestore dell’impianto, personale addetto al controllo, esposti ecc.) deve essere formata e informata per garantire la corretta applicazione delle indicazioni per la prevenzione e il controllo della legionellosi. È inoltre opportuno stabilire una periodicità di comunicazione condivisa con tutti i soggetti coinvolti al fine di favorire un controllo continuo e costante sulle procedure messe in atto, o da attuare.