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Radiazioni cellulare: i dispositivi anti radiazione sono utili?

Radiazioni cellulare e danni biologici: esiste una relazione? Cosa dice esattamente la scienza sulle conseguenze dell’esposizione alle radiazioni dello smartphone? Esistono dei dispositivi anti radiazioni in grado di prevenire eventuali danni?


Radiazioni cellulare e campi elettromagnetici

Gli smartphone, o cellulari, emettono radiazioni che creano campi elettromagnetici a radiofrequenza. Questi campi sono da sempre oggetto di indagine perché imputati di un forte potenziale cancerogeno.

Ma davvero il cellulare fa male? Il parametro utilizzato per la valutazione dell’impatto biologico delle onde elettromagnetiche del cellulare si identifica con la sigla Sar (Specific Absorption Rate) e si esprime in watt per chilo (W/Kg). Questo parametro misura la quantità di radiazioni che vengono assorbite dal corpo e le traduce in rischio di effetto termico al quale viene esposto. La normativa europea ha stabilito a 2W/Kg il limite massimo entro il quale non si produce alcun effetto termico, vale a dire che le radiazioni del telefono non devono superare questo livello di emissione.

Anche se questo parametro è abbastanza discusso, c’è da dire che le tecnologie utilizzate oggi, la presenza di un buon numero di ripetitori, che permettono di inviare segnali meno potenti, e la normativa sulla produzione dei cellulari rendono molto più sicuro il loro utilizzo rispetto al passato.

Tuttavia, è buona norma seguire alcuni comportamenti per ridurre al massimo il rischio e l’esposizione alla radiazione del cellulare.


Onde elettromagnetiche cellulari e dispositivi anti radiazione: funzionano?

In commercio esistono da diversi anni dispositivi anti radiazione cellulare. Si tratta di vere e proprie schermature, più o meno efficaci, che ostacolano le radiazioni emesse dal cellulare. Proprio questo tipo di funzionamento, però, non li rende adatti allo scopo: le schermature tendono a compromettere le prestazioni del telefono, “costretto” così ad aumentare la potenza della trasmissione. La conseguenza, in definitiva, è un aumento dell’esposizione alle radiazioni.

Piuttosto, il buonsenso può aiutarci a utilizzare in tranquillità il nostro smartphone. Ecco alcuni consigli.
  • Tieni lontano il cellulare dalla testa. Responsabile dell’emissione di radiazioni è l’antenna del nostro cellulare che, ovviamente, è particolarmente “attiva” durante le conversazioni telefoniche. Pertanto, una delle prime raccomandazioni è tenerla il più possibile lontana dalla testa, utilizzando il viva-voce o, meglio ancora, degli auricolari. Ovviamente, il cellulare andrà comunque tenuto lontano da altre parti del corpo, onde evitare di esporle allo stesso rischio.
  • Fai attenzione a quando chiami. Quando si compone il numero di telefono o quando viene composto richiamandolo dalla rubrica, è bene tenere lo smartphone a distanza. Questo, infatti, è uno di quei momenti in cui il telefono lavora al massimo e le onde elettromagnetiche dei cellulari sono più intense.
  • Limita in modo particolare la telefonata quando la linea risulta troppo disturbata, perché in questo caso il telefono deve emettere un maggior numero di radiazioni per captare il segnale. Per lo stesso motivo si sconsiglia di utilizzare il telefonino quando la copertura del segnale è decisamente bassa, ad esempio in ascensore o in galleria.
  • Usa il telefono per brevi conversazioni. Impara a utilizzare il telefono solo per brevi conversazioni, demandando parte dei messaggi alla comunicazione asincrona (messaggi scritti o messaggi vocali).
Dunque, per riassumere, i fattori che determinano il rischio sono due:
  • vicinanza al corpo
  • eccessivo tempo di esposizione
Considerati questi due aspetti, ciascuno può adottare soluzioni adatte al proprio stile di vita.

Sicurema si occupa di valutazione dei rischi e indagini strumentali. Per saperne di più, contattaci