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Protocollo condiviso di aggiornamento delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus SARS-CoV-2/COVID-19 negli ambienti di lavoro

L’accordo con le parti sociali, aggiorna il Protocollo sulla sicurezza di Marzo e Aprile 2020, tenuto conto dei vari provvedimenti adottati dal Governo e del DPCM 2 Marzo 2021. Contiene linee guida condivise tra le Parti per agevolare le imprese nell’adozione di protocolli di sicurezza anti-contagio.
Di seguito vi riportiamo le principali modifiche apportate:
INFORMAZIONE:
1. Per i rischi presenti nella mansione specifica, sono previsti strumenti di protezione individuale di tutela di tipo superiore (FFP2 o FFP3) o di diversa tipologia.
 
MODALITA’ DI INGRESSO IN AZIENDA:
2. I lavoratori positivi oltre il ventunesimo giorno saranno riammessi al lavoro solo dopo la negativizzazione del tampone molecolare o antigenico effettuato in struttura accreditata o autorizzata dal servizio sanitario
 
PULIZIA E SANIFICAZIONE IN AZIENDA:
3. L’azienda assicura la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica di locali, postazioni di lavoro e aree comuni, in coerenza con la Circolare del Ministero della salute 17644 del 22 maggio 2020. In uffici e reparti prevedere, a fine turno, la pulizia di tastiere, schermi touch e mouse con adeguati
detergenti, anche con riferimento alle attrezzature di lavoro di uso promiscuo.
 
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE:
4. In tutti i casi di condivisione degli ambienti di lavoro, al chiuso o all’aperto, è comunque obbligatorio l’uso delle mascherine chirurgiche o di dispositivi di protezione individuale di livello superiore. Tale uso non è necessario nel caso di attività svolte in condizioni di isolamento. All’interno dei luoghi di lavoro, sulla base del complesso dei rischi valutati a partire dalla mappatura delle diverse attività dell’azienda, si adotteranno DPI idonei.
 
ORGANIZZAZIONE AZIENDALE:
5. Nel caso vengano utilizzati ammortizzatori sociali valutare che siano finalizzati a consentire l’astensione dal lavoro senza perdita della retribuzione. Nel caso in cui l’utilizzo di tali
istituti non risultino sufficienti, si utilizzeranno ferie arretrate. In merito alle trasferte nazionali ed
internazionali, è opportuno che il datore di lavoro, in collaborazione con il MC e il RSPP, tenga
conto dell’andamento epidemiologico delle sedi di destinazione.
 
SPOSTAMENTI INTERNI, RIUNIONI, EVENTI INTERNI E FORMAZIONE:
6. Non consentite le riunioni in presenza, utilizzare collegamenti a distanza. Qualora non fosse
possibile garantire la minima partecipazione, il rispetto della distanza interpersonale, la
pulizia del locale e l’uso della mascherina chirurgica o dispositivi di protezione individuale di
livello superiore.
Sono consentiti in presenza: gli esami di qualifica dei percorsi di IeFP, la formazione in azienda esclusivamente per i lavoratori dell’azienda stessa, i corsi di formazione
da effettuarsi in materia di salute e sicurezza e quelli che necessitano di attività di laboratorio.
 
SORVEGLIANZA SANITARIA:
7. La sorveglianza sanitaria deve tendere al completo, seppur graduale, ripristino delle visite mediche previste, a condizione che sia consentito operare nel rispetto delle misure igieniche raccomandate dal Ministero della salute. Il medico competente collabora con il datore di lavoro, RSPP e le RLS/ attuando le misure volte al contenimento del rischio di contagio e la sorveglianza sanitaria eccezionale per la tutela dei lavoratori fragili.
Il medico competente potrà suggerire l’adozione di strategie di testing/ screening qualora ritenute utili al fine del contenimento della diffusione del virus e della salute dei lavoratori, anche tenuto conto dell’andamento epidemiologico nel territorio. Il medico competente collabora con l’Autorità sanitaria per l’identificazione degli eventuali “contatti stretti” di un lavoratore riscontrato positivo al fine di applicare le necessarie e opportune misure di quarantena.
Per il reintegro progressivo dei lavoratori già risultati positivi al tampone con ricovero ospedaliero, il MC effettuerà la visita medica al fine di verificare l’idoneità alla mansione e per valutare profili specifici di rischiosità, indipendentemente dalla durata dell’assenza per malattia.
 
 
 
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