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L’RLS è un obbligo del Datore di Lavoro?

Innanzitutto, bisogna specificare che RLS, Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza, è una figura che dev’essere presente in ogni azienda e che viene eletto direttamente dai lavoratori, svolgendo funzione di portavoce tra lavoratori e datore di lavoro in materia di sicurezza sul lavoro.

Ma la domanda che sorge spesso è: può nominarlo il datore di lavoro? È un suo obbligo nominarlo?

La risposta è NO!

Infatti, il D.Lgs 81/08, all’art.47, specifica che l’RLS è nominato dai lavoratori, i quali hanno il diritto/dovere di eleggere o designare il loro Rappresentante, e quindi non è possibile che sia scelto dal Datore di Lavoro, né tantomeno che sia inserito tra gli obblighi che lui ha nei confronti dei lavoratori.

Nello stesso D.Lgs 81/08 non sono riportate sanzioni a carico del Datore di Lavoro in caso di assenza dell’RLS, purché vi sia evidenza che lui abbia richiesto ai propri lavoratori di comunicargli il nominativo del loro RLS.

Significa questo che il DL non abbia nessun obbligo in relazione al Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza?

Ancora una volta la risposta è NO!

I lavoratori, una volta eletto il proprio RLS, comunicano il nominativo al Datore di Lavoro, il quale ha l’obbligo di fornire all’RLS la formazione obbligatoria iniziale di 32 ore, e poi quella periodica di aggiornamento annuale.

Inoltre, il Datore di Lavoro, una volta ricevuto verbale di elezione da parte dei lavoratori contenente il nominativo del RLS, ne deve inviare comunicazione all’INAIL.