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COVID19: Comunicazioni delle attività al Prefetto

Importanti novità sono state introdotte dall’ultimo DPCM del 10 aprile 2020, che in merito alle misure di contenimento anti contagio, sostituisce e/o integra, tra gli altri, le previsioni e gli allegati di cui ai DPCM 11 marzo e 22 marzo 2020, nonché quelle di cui al DM 25 marzo 2020.

Secondo le indicazioni del comma 11 dell’articolo 2, le imprese che hanno sospeso per la propria attività ai sensi dei DPCM 11 e 22/03/2020, entro tre giorni dalla data del 14/4 (data di entrata in vigore del decreto di proroga DPCM 10-04-2020) possono temporaneamente rientrare in azienda per spedire la merce in giacenza. Stando alle indicazioni del comma 12 dell’articolo 2, previa comunicazione al Prefetto, tutte le imprese produttive sospese possono fare accedere nelle proprie sedi personale dipendente o terzi delegati, per lo svolgimento di attività di vigilanza, conservative e di manutenzione, gestione dei pagamenti, pulizia e sanificazione per la spedizione verso terzi di merci giacenti in magazzino, nonché la ricezione in magazzino, da parte di terzi, di beni e forniture.

E’ consigliabile alle imprese produttive sospese, che devono svolgere le suddette attività temporanee dotarsi di un proprio protocollo di sicurezza anticontagio.

Oltre all’elenco delle attività consentite (nei 3 Allegati), il DPCM sancisce:
  • per tutte le attività non sospese, l’applicazione del Protocollo contenente le misure anti-contagio sottoscritto il 14 marzo scorso fra il Governo e le Parti Sociali;
  • la possibilità per le attività sospese di proseguire se organizzate in modalità a distanza o lavoro agile;
  • il monitoraggio a livello regionale e ministeriale delle comunicazioni ricevute e dei provvedimenti, anche di sospensione, adottati dal Prefetto.
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